Lo Hatha Yoga e una pratica tradizionale che unisce posture fisiche (asana), tecniche di respirazione (pranayama) e rilassamento per favorire equilibrio tra corpo e mente.
Attraverso il movimento e il respiro la pratica aiuta a sviluppare forza e a migliorare la postura e la flessibilità. La pratica dona stabilità e presenza, nel rispetto dei propri tempi e delle proprie possibilità.
Le lezioni sono accessibili anche a chi si avvicina allo yoga per la prima volta e offrono uno spazio per rallentare, ascoltare il corpo e coltivare maggiore calma interiore.
Lo Yin Yoga è una pratica lenta e passiva, meditativa e introspettiva basata sul mantenimento prolungato delle posizioni, generalmente a terra, per alcun minuti.
L'obiettivo non è la perfezione della forma esterna, ma l'ascolto delle sensazioni interne, il lasciare andare e la possibilità di entrare gradualmente in uno stato di calma profonda.
A differenza delle pratiche più dinamiche, lo Yin Yoga si concentra sui tessuti connettivi profondi - articolazioni, fascia e legamenti - favorendo mobilità, flessibilità, equilibrio energetico e un profondo rilascio delle tensioni fisiche ed emotive.
Lo Yoga Nidra è una potente tecnica di rilassamento profondo che coinvolge il piano fisico, mentale ed emozionale.
Si pratica comodamente sdraiati sul tappetino e conduce a uno stato di coscienza tra veglia e sonno.
Attraverso una sequenza sistematica di consapevolezza del corpo, del respiro e delle sensazioni, la mente viene gradualmente portata verso uno stato di quiete e ricettività.
In questo stato di profondo rilascio, il sistema nervoso si distende e si crea una condizione favorevole alla rigenerazione fisica e mentale.
La pratica migliora la qualità del sonno, dona tranquillità e concentrazione, migliora lo stato di salute generale e favorisce l'intuizione.
Mi chiamo Cristina Streri e sono una praticante e insegnante di yoga. Il movimento è da sempre parte della mia vita: ho iniziato con la danza, che ho praticato fin da bambina e fino ai 25 anni, esplorando diversi stili – dalla danza classica alla moderna, fino alla contemporanea – e insegnando anche in questo ambito.
Il mio incontro con lo yoga è arrivato intorno ai 29 anni. È stato un periodo intenso e prezioso, poi interrotto con le gravidanze e la nascita delle mie due figlie. In quegli anni non ho praticato in modo strutturato, ma il movimento è sempre rimasto una presenza costante nella mia vita.
Lo yoga è tornato più tardi, quando il mio corpo ha iniziato a chiedere ascolto attraverso dolori fisici importanti. Da lì è iniziato un percorso che ha trasformato profondamente il mio modo di vivere la pratica: non solo come lavoro sul corpo, ma come spazio di consapevolezza, equilibrio e ascolto interiore.
Mi sono formata come insegnante di Hatha Yoga tradizionale indiano (250 ore) presso la scuola Shiva Yoga Temple di Lissone con Sri Yogi Pranidhana, in Yin Yoga (50 ore) con Gaia Repiccioli, in Yin Yoga e anatomia (50 ore) con Arely Torres, e in Yoga in gravidanza (30 ore) presso il Centro Olistico di Sesto San Giovanni di Max Gandossi e Silvia Romani. Ho svolto il mio tirocinio presso il centro di Shakti Giulia Utzeri a Cuneo, dove conducevo una lezione settimanale, svolgendo così un percorso di esperienza pratica di insegnamento durante i due anni di formazione con la scuola di Lissone. Ho inoltre partecipato a stage con Arely Torres, Walter Thirak Ruta e Riccardo Gherardi.
Insegno Hatha Yoga, Yin Yoga e Yoga Nidra attraverso lezioni multilivello, adatte a principianti e praticanti di ogni età.
Continuo tuttora a formarmi perché credo che un insegnante di yoga resti sempre prima di tutto uno studente.
In questo periodo sto seguendo una specializzazione in Yoga Nidra (60 ore) nella tradizione della Bihar School of Yoga di Munger (India) con il maestro Prashant Pandey che ha trascorso ben dieci anni a Bihar nell'Ashram di Swami Satyananda Saraswati e ha studiato la tecnica originaria per mezzo del suo maestro Swami Niranjananda Saraswati ossia il discepolo diretto e successore spirituale di Swami Satyananda.
Nelle mie lezioni di yoga il mio intento è accompagnare le persone verso uno spazio di benessere fisico, mentale ed emotivo. Lo yoga per me non è performance, ma ascolto: un modo per ritrovare presenza, quiete e stabilità dentro di sé, oltre il fluire dei pensieri.
Lezioni di Yoga Nidra a cadenza mensile o bimestrale
(presto le date per l'anno scolastico 2026/2027)
Lezioni private o per piccoli gruppi su appuntamento
🌿 Appunti di pratica settembre 2026 : si può iniziare a fare Yoga anche solo per il corpo?
Ci sono persone che arrivano allo Yoga per una ragione molto semplice.
Perché sentono il corpo più rigido di un tempo.
Perché vorrebbero muoversi meglio.
Perché desiderano mantenere forza, equilibrio e mobilità.
Oppure perché, dopo una giornata trascorsa a lungo nella stessa posizione, sentono il bisogno di tornare a muoversi.
E va bene così. Non è necessario avvicinarsi allo Yoga conoscendone la filosofia, la meditazione o la dimensione più interiore.
Si può cominciare dal corpo: il corpo è il nostro punto di partenza!
Nello Yoga il corpo non è semplicemente qualcosa da allenare, è il luogo primario attraverso cui facciamo esperienza della pratica.
Entrando in un’asana possiamo accorgerci di come appoggiamo i piedi, di come distribuiamo il peso, di dove incontriamo stabilità e di come cambia il movimento quando impariamo a coordinarlo con il respiro.
Possiamo osservare ciò che accade senza avere fretta di arrivare da qualche parte.
Un gesto può diventare più preciso.
Un movimento può diventare più consapevole.
Un respiro può accompagnare un passaggio invece di essere semplicemente qualcosa che accade mentre ci muoviamo.
L’āsana (postura), quindi, non è soltanto una forma da raggiungere: è un’esperienza da abitare.
Prendersi cura del corpo significa molto più che diventare flessibili
Quando si parla di Yoga si pensa spesso alla flessibilità.
Ma il corpo ha bisogno di molto più della capacità di allungarsi.
Ha bisogno di forza, equilibrio, coordinazione, mobilità e capacità di adattarsi al movimento.
La ricerca scientifica sta studiando sempre più questi aspetti della pratica. Alcune revisioni hanno osservato effetti favorevoli dello Yoga su equilibrio, flessibilità e forza, anche se gli studi disponibili sono diversi tra loro e non permettono di attribuire alla pratica gli stessi effetti per tutte le persone.
Tutto ciò ci ricorda che possiamo guardare allo Yoga anche attraverso ciò che sappiamo oggi sul corpo, senza per questo ridurlo a una semplice forma di esercizio fisico.
Il corpo si muove, ma nello Yoga impariamo anche a percepire il movimento: ed è proprio questa percezione a rendere la pratica diversa da un semplice allenamento.
Quando il movimento diventa attenzione
Durante una pratica possiamo iniziare a notare cose molto semplici: come cambia il nostro equilibrio quando spostiamo il peso, come il respiro accompagna un movimento, come una posizione cambia quando smettiamo di eseguirla automaticamente e come possiamo rimanere qualche istante in più ad osservare invece di passare immediatamente alla posizione successiva.
Sono esperienze semplici, ma attraverso queste esperienze impariamo gradualmente a conoscere il nostro modo di muoverci e di stare nel corpo.
Ed è qui che la pratica fisica comincia ad aprire una porta verso qualcosa di più ampio.
Si può arrivare allo Yoga attraverso il corpo
Forse una persona viene alla prima lezione perché vuole migliorare la propria mobilità, un’altra perché sente di aver perso un po’ di equilibrio, un’altra ancora perché vuole semplicemente ritagliarsi uno spazio durante la settimana.
Non dobbiamo chiedere a chi comincia di avere già tutte le risposte.
La pratica può partire esattamente da dove ci troviamo
E poi, con il tempo, può accadere qualcosa: ci accorgiamo che il respiro non è soltanto ciò che ci permette di continuare a muoverci, che fermarsi qualche istante può diventare altrettanto importante del movimento. Che l’attenzione che impariamo a portare al corpo può accompagnarci anche fuori dal tappetino.
E forse iniziamo a comprendere che quello che ci aveva portato allo Yoga — il desiderio di muoverci meglio, di sentirci più presenti nel corpo, di prenderci un momento per noi — era soltanto il punto di partenza.
Non è necessario arrivare alla pratica con un interesse già definito per tutto ciò che lo Yoga contiene: possiamo incontrarlo poco alla volta.
Per questo amo insegnare Yoga
Amo insegnare Yoga perché vedo continuamente come una pratica apparentemente semplice possa diventare qualcosa di molto più ricco, un movimento diventa attenzione, il respiro diventa presenza, la pausa diventa ascolto.
E il corpo, che inizialmente ci aveva portato sul tappetino, può diventare anche uno strumento attraverso cui impariamo a conoscerci.
Forse, allora, non è così importante chiedersi perché una persona comincia a fare Yoga.
Può bastare una schiena rigida, il desiderio di muoversi meglio, la curiosità, il bisogno di fermarsi.
Possiamo cominciare da lì.
Poi sarà la pratica, lentamente, a mostrarci dove può condurci.
Namastè, vi aspetto sul tappetino!
🌿 Appunti di pratica agosto 2026 : il corpo non è qualcosa da correggere
Se oggi dovessi spiegare che cosa mi ha insegnato davvero lo yoga, non inizierei dalle posizioni.
Inizierei da tutto ciò che non si vede.
Dal momento in cui smetti di cercare soltanto il risultato e cominci ad osservare.
Dal giorno in cui impari che un limite non è sempre qualcosa da superare: a volte è qualcosa da conoscere, rispettare e, semplicemente, ascoltare.
E inizierei da una cosa che per me è diventata fondamentale: imparare a sentire.
Sentire il respiro prima ancora di modificarlo.
Accorgersi di una tensione prima di volerla eliminare.
Riconoscere una differenza tra i due lati del corpo.
Percepire quando un movimento è libero e quando invece stiamo chiedendo al corpo più di quanto sia pronto a dare.
Nella tradizione dello yoga, la pratica dell’āsana non riguarda soltanto la forma del corpo. È soprattutto un esercizio di attenzione: imparare a stare, osservare, riconoscere ciò che accade senza reagire immediatamente.
Oggi sappiamo anche che il nostro modo di muoverci dipende continuamente dalle informazioni che arrivano dal corpo e da come il cervello le interpreta. La percezione non è qualcosa che viene dopo il movimento: ne fa parte.
Per questo, nella mia pratica, non cerco più soltanto di arrivare da qualche parte.
Cerco di capire come ci arrivo.
Con quale respiro.
Con quale qualità di attenzione.
Con quanta tensione.
Con quanto spazio.
E questo cambia anche il modo in cui guardo una posizione.
Non è più soltanto una forma da raggiungere.
Diventa un’occasione per conoscere il corpo un po’ meglio.
La tecnica, le posture, il movimento hanno valore proprio perché rendono possibile questo ascolto.
Forse è questa una delle cose più preziose che lo yoga continua ad insegnarmi:
non fare di più.
Sentire di più.
Non per correggere il corpo, per imparare ad abitarlo con maggiore consapevolezza.
Buone vacanze a tutti!
🌿 Appunti di pratica Luglio 2026 : perché praticare yoga al mattino?
Ci sono momenti della giornata che hanno una qualità particolare.
Il mattino è uno di questi.
Prima che inizino gli impegni, le notifiche e il ritmo della giornata, possiamo concederci uno spazio di pratica in cui il corpo si risveglia gradualmente e la mente è ancora quieta.
Per questo, nel mese di luglio, ho scelto di proporre una lezione il mercoledì alle 7 del mattino.
Non per iniziare la giornata “facendo di più”, ma per iniziarla con maggiore presenza.
La pratica può comprendere asana, Pranayama e, quando appropriato, alcune pratiche tradizionali dello Hatha Yoga come Agnisara Kriyā, Uḍḍīyāna Bandha e Kapalabhati.
Gli asana favoriscono un risveglio progressivo del corpo, preparandolo al movimento e alla pratica.
Il Pranayama, nella tradizione dello yoga, non coincide semplicemente con il controllo del respiro. Attraverso il respiro, il praticante impara progressivamente a conoscere, regolare ed espandere il prāṇa, l’energia vitale di cui parlano i testi classici dello yoga.
Le Kriyā, nella tradizione dello Hatha Yoga, sono pratiche di purificazione descritte nei testi classici e vengono introdotte gradualmente, nel rispetto dell’esperienza e delle caratteristiche di ciascun praticante.
Quello che più mi affascina della pratica del mattino, però, è il silenzio.
La sensazione di avere ancora davanti un’intera giornata e di poter partire da sé, prima che il mondo inizi a chiederci qualcosa.
Non sempre possiamo scegliere ciò che accadrà durante la giornata.
Possiamo però scegliere come iniziarla.
E, a volte, è già un buon punto di partenza.
Questo è il senso che desidero dare alla pratica del mattino: non aggiungere qualcosa a una giornata già piena, ma ritagliarsi uno spazio in cui ritrovare presenza, ascolto e continuità con se stessi.
Ci vediamo sul tappetino.
MyoYin: il viaggio nel Centro del Corpo
Un seminario che integra diverse tecniche di rilascio miofasciale e Yin Yoga, dedicato a prendersi cura della parte centrale del corpo, che comprende schiena, addome e lati.
Attraverso delicati automassaggi con le palline da tennis e il lavoro passivo, sostenuto e accogliente negli āsana, scoprirai un modo semplice ed efficace per ritrovare una maggiore percezione del corpo, coltivare la mobilità e favorire il benessere di quest’area.
Che tu ti avvicini per la prima volta allo Yin Yoga o sia già praticante o insegnante di yoga, il lavoro di massaggio con le palline (ball rolling) proposto in questo seminario sarà un modo gentile per scoprire, approfondire e vivere la pratica yin.
Perché scegliere questo percorso
Un seminario che porta equilibrio, centratura e armonia.
Strumenti pratici e sequenza tematica da utilizzare nella tua vita quotidiana.
Cosa otterrai
Strumenti per sentire e ascoltarti, ogni giorno.
Pratiche che ti accompagnano con gentilezza e presenza.Come si svolge il seminario:
Introduzione alla teoria del rilascio fasciale e alla pratica yin
Sessione pratica: automassaggio e sequenza di yin yoga
Spazi per domande, condivisione e confronto
Quando
18 Ottobre 2026
dalle 9:00 alle 12:00
Prezzo 50€
Yoga al tramonto e aperitivo il 26 giugno 2026 alle ore 19,00: un'occasione per rallentare, respirare e concedersi un momento di benessere immersi nella natura! Ci incontreremo sul bellissimo presso del Golf Club Torre dei Ronchi - Via Pollino 42 Ronchi - per una pratica di yoga al tramonto, seguita da un piacevole aperitivo in compagnia!
Contributo euro 20 tutto incluso se prenoti entro il 22 giugno, euro 25 dal 23 giugno.
Porta con te il tuo tappetino!!
Lezione singola euro 15
Pacchetto 10 lezioni euro 140 validità intero anno scolastico
4 crediti validità mensile euro 50
8 crediti validità bimestrale euro 90
8 crediti validità mensile euro 80
16 crediti validità bimestrale euro 140
Per rendere la pratica piacevole e serena per tutti, ecco qualche piccola indicazione.
La segreteria del centro è aperta nei 15 minuti precedenti ogni lezione. In questo momento puoi visitare gli spazi, chiedere informazioni sui corsi, effettuare iscrizioni o rinnovare la tua iscrizione.
In sala trovi a disposizione tappetini, cuscini e coperte. Se preferisci, naturalmente, puoi portare con te il tuo materiale personale.
Per la pratica sono ideali abiti comodi e morbidi, che permettano al corpo di muoversi liberamente. I tessuti naturali e i colori chiari appartengono alla tradizione dello yoga, ma la cosa più importante è sentirsi a proprio agio.
Le lezioni iniziano puntualmente, per questo ti consiglio di arrivare qualche minuto prima: avrai così il tempo di sistemarti con calma e di entrare nella pratica senza fretta.
Una volta iniziata la lezione, cerchiamo di preservare il più possibile il silenzio e la tranquillità della sala. Se prevedi di arrivare in ritardo, ti chiedo semplicemente di avvisarmi prima, così potrò indicarti come entrare senza disturbare chi ha già iniziato la pratica.
e-mail: cristina.streri@virgilio.it
Cell. 340/0013200
P.IVA IT04119540047
Le lezioni si tengono in Via Del Pascale, 4 - Beinette CUNEO (CN)